NELLA PAUSA C’è LA RIVELAZIONE: NON LA RI-VELAZIONE!

Non parliamo di certi “fashion moments” che, come si sa, nella nostra storia di umani hanno portato le menti a credere in fandonie che a loro volta hanno portato a macchiarci di vergogne, di massacri e di sporcamenti e quant’altro. Non parliamo di questo, stamani, ma vorrei partire proprio da qui.

Se domattina o quest’oggi, in qualsiasi momento, tu decidessi, tu scegliessi, tu impegnassi tutto te stesso o tutta te stessa nel fermarti per restare lì dove ti trovi ecco che avresti sperimentato cosa significhi apportare un cambiamento efficace. Efficace, nel senso etimologico, che produce un effetto, che ha la forza di produrre un effetto!

Perché credere che bisogna a tutti i costi “fare”? Scalare vette per poi piantarci una bandiera e guardare da lassù, sì, non ha prezzo, si dice! Ma non sarebbe (stato) efficace lasciare nel mondo anche qualche vetta “non conquistata“? Giusto per ricordare all’umanità delle cosine, tipo: siamo così buffi! Oppure: siamo degli emeriti presuntuosi! Oppure, peggiore: perché sempre questa smania di conquistare tutto? Oppure, ancora peggiore: cinque vette non conquistate sul Pianeta Terra per ricordarci delle nostre capacità di conquistatori fasulli, distruttori, assassini. Oppure,  quasi “misticomareale”: cinque vette “incontaminate” per ricordarci che, non solo abbiamo limiti  “sacri”da rispettare, ma che abbiamo, se non altro, la possibilità di ricordarci che tendiamo inevitabilmente a “Velare”, a coprire, a nascondere e a trasformare tutto a nostro piacere e tornaconto.

Siamo dei divoratori di tempo, di azioni, di scalate appunto, ed anche chi in questo calderone non  vuole entrarci, si trova schiacciato come un ranocchio che tenta di attraversare la strada.

Veliamo la storia, le giornate, veliamo le nostre azioni, i sentimenti, i pensieri e le cose che abbiamo detto o fatto… Insomma siamo sempre e perennemente indaffarati a ciarlare (truffaldini allo sbaraglio!), per finire col procurare del male a noi stessi e agli altri (cose, persone, animali, vegetali, minerali, ecc).

Allora, tutto questo per dire?

Smettila di velare!

Scova la rivelazione: la ri-vel-azione.

Traduzione:

-Ri- “di nuovo”;  (da non confondere con “ripetizione”);

-Vel-“veleggiare”;

-Azione- ” capacità di produrre un effetto”;

Traduzione per intero: “di nuovo veleggiare con efficacia”

Ora, prima di concludere questo scritto, vorrei precisarmi un paio di cose: le preciso a me, prima di tutto, visto che anche io mi incarto spesso nel terreno sterminato della vita (uso  il termine incartato ispirato ad una persona che mi ha telefonato poco fa per parlarmi della sua vita e della strategia poetica): la vita si “fa” in ogni momento, NON si fa in venti, trenta, cinquanta, ottanta, cento anni: è per questo che dobbiamo allenarci ogni giorno a “ricordare di ricordarci”; (“ricordati che devi morire”, “sì mò me lo segno” risponde Massimo Troisi nel film “Non ci resta che piangere”: segniamocelo, segniamocelo e segniamocelo!).

Detto questo mi dico un’altra cosa: la capacità di produrre un effetto sta nel costruire la pausa, smettere di scalare, smettere di velare; (James Hillmann parla di cominciare a discendere, ad esempio); per farlo proviamo a dis-occuparci dalla pre-occupazione.

Fallo adesso!

(Io l’ho appena fatto: ho interrotto la scrittura alzando il volume dello stereo, poi ho ballicchiato qualche attimo al suono di This dream of you” di Bob Dylan);

e, per ultimo mi dico: accorgiti quando la tua mente va a scalare!

Imparare a entrare nella pausa, non significa trasformarsi in pelandroni, fannulloni: tutt’altro!

Significa costruire la pazienza per prepararci al tentativo. La vita è fatta di tentativi.

Un abbraccio e un caro saluto!

Federico

1 pensiero su “NELLA PAUSA C’è LA RIVELAZIONE: NON LA RI-VELAZIONE!”

  1. Voglio sempre di più, da me e dagli altri. Sempre più tempo, ho sempre più cose da fare e come la sensazione che il tempo non bastasse mai. Ciò che manca in realtà è il mio spazio/tempo sacro, quello che mi permette di fare, di produrre il cambiamento. Non capisco cosa voglio solo perché non gli attribuisci la giusta importanza. Capire, tempo, sacralità, emozione, cambiamento. La strategia poetica mi guida all’azione.

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