BEFANE E C.B.

Non è che la vita possa darti le risposte.

Ma se ti metti in cerca potrai estrarne tu stesso, di risposte, dalla vita.

La vita non insegna niente se non ti metti a cercare. La vita fa il suo corso, non bada più di tanto a te; se sei abbastanza egocentrico o illuso da credere che esistano regole preconfezionate per vivere una “vita felice”, allora ti troverai nei pasticci, prima o poi. Se pensi che “prima o poi” la fortuna arriverà o che prima o poi qualcosa cambierà, o che ti vanno tutte storte o che ti meriti di più o che non trovi il compagno/a,  o che sei uno sfigato, allora sei un egocentrico all’ennesima potenza o un illuso (o entrambi) che guarda in cielo per vedere se “prima o poi” passerà un asino che raglia. Se pensi che concentrandoti sul pensiero positivo le cose miglioreranno, ci sono probabilità che stai sovente a testa in aria cercando di udire il raglio dell’asino nascosto tra le nuvole.  Non esistono regole o soluzioni o pozioni magiche universali per vivere una vita felice. La felicità è l’altra parte dell’infelicità. Non può esserci l’una senza l’altra. Come la luce è l’altra parte del buio. Non è che il buio escluda la luce e viceversa! Tutto ciò che vuoi ottenere o essere o dare o avere, lo puoi ottenere soltanto se cominci in qualcosa. Per farlo basta che INIZI! Inizia adesso!

La vita ti fornisce tante risposte in ogni momento: se non hai “iniziato” però, forse te ne possono sfuggire tante, di queste risposte.

Tutti noi vorremmo cambiare delle cose nella nostra vita! Per farlo è necessario  compiere il primo passo. per compiere il primo passo bisogna decidersi.

Per decidersi bisogna uscire dall’illusione che qualcosa arrivi a cambiare qualcos’altro.

Per uscire da quest’illusione bisogna impegnarsi. Se ti impegni di disimpegni.

Se ti disimpegni significa che hai già trovato un’altra cosa su cui impegnarti.

Ma se non ti impegni rimani quel che sei. E se ti piaci così… è ok.

Ma se ti piaci così è probabile che sei un egocentrico.

Non c’è niente di male nell’essere egocentrici se non il fatto che, sovente, vai in  cerca dell’asino che raglia in volo!

Per credere alla Befana e c.b.*  basta chiudere occhi e orecchie ben strette: sarai sempre al sicuro con befane, gnomi, fate e c.b.*

*compagnia bella

 P.S. Se vuoi “iniziare” utilizzando un esercizio-spunto da me proposti, leggi gli articoli precedenti.

Un caro saluto, Federico

 

Quando ti senti a terra e senza motivazione…

 

Che cosa c’è di peggio di quando ti senti sprofondare, ti senti cedere il terreno sotto i piedi?

In quei momenti, tutto ciò che fai, che pensi, che hai fatto o che non hai fatto, che sei o che credi di essere… ti appare come una gigantesca bolla piena di niente.

Il niente è terribile. E’ terribile come il sentirsi al di sopra degli altri o al di sotto degli altri.

Tutto quello che vedi e provi, quando sei in quei momenti è: pericolo, paura, perdita, sfiducia, rabbia, insicurezza…

Quando mi trovo in situazioni come questa ho la sensazione di ri-trovarmi in un posto dal quale sarà difficile uscirne…

E mi dico: “Ecco, ci risiamo! Ma questa volta come ne esco? Allora non ho imparato niente!”.

In quei momenti nessuna filosofia può venirmi in soccorso. Neppure la grande statura di Ipazia potrebbe risollevarmi, figuriamoci!

Mi sento sprofondare. E sprofondo.

Ecco alcune frasi che produco in quei momenti: “Non voglio fare più niente”; “Mi sento in gabbia”; “Come si fa, nella vita, a non arrivare ad assumere farmaci o parafarmaci?”; “Non combino niente”; “Tutto è inutile”; “Guarda gli altri come vanno avanti e tu vai indietro, indietro…”; “Non è possibile riuscire a superare tutte le difficoltà che la vita mi presenta senza assumere atteggiamenti aggressivi, senza sentirsi fregati, traditi, manipolati”; “Come si fa a sopravvivere senza fare uso di una qualche droga?”; “Ma sì, lasciamoci sprofondare!”; “Non c’è niente che posso fare, in ogni modo”… eccetera, eccetera.

 Accade che mi trovi a pensare a queste cose anche in questa fase della mia vita, con una figlia ed una moglie  che amo profondamente , con un tetto sulla testa, un lavoro che amo, e con tante persone che si affidano al mio operato e si fidano di me.

Dunque:

in genere si arriva a rischiare seriamente di trascorrere giornate intere in stati d’animo di questo tipo e la cosa può diventare pericolosa.

Si può fare qualcosa di davvero risolutivo per uscire da questi momenti spiacevoli che possono trasformarsi in terribili?

Sì!

Si tratta, però, di compiere uno sforzo sovrumano per vedere un risultato all’istante.

E lo sforzo sovru-disumano consiste in questo:

mettere in azione il corpo.

Tutto parte da questo semplicissimo eppur disu-sovr-umano sforzo.

E lo sforzo, oltretutto, è pure doppio!

Che significa?

Significa che ci attendono due passaggi impegnativi:

  • Ricordare di attivare il corpo (primo passo sovrumano)
  • Farlo!

Nella prima fase: più tempo impieghi a ricordare di farlo, maggior tempo trascorri nello stato d’animo negativo. Quindi, appena lo ricordi, scatta subito nel mettere in pratica il punto 2, ovvero:

stampati sulla faccia una risata! Subito! E resta con il sorriso sulla faccia per 20-30 secondi. Se riesci, impegnati per  arrivare anche a  40 secondi. Non è che devi star lì con l’orologio!

E’ una pratica infallibile.

Tutto, di te, si opporrà, però.

Letteralmente: NON vorrai farlo! Un grande passo sarà già il ricordarsi di farlo.

Questa gigantesca forza che blocca si chiama “resistenza al miglioramento” (da non confondere con “resistenza al cambiamento”).

Questa resistenza al miglioramento ti fa pensare e pronunciare: “ma tu guarda le stronzate che scrive ‘sto qui!”.

FINE.

P.S. Se ti impegni ti disimpegni.

L’esercizio, man mano che lo compi, puoi arricchirlo di tua iniziativa. Aggiungendo, ad esempio, anche altre parti del corpo oltre al viso.

La gioia è il patrimonio dell’umanità; sii gentile ed impara ad usare il tuo coraggio, un abbraccio, Federico

 

SI FANNO TANTE COSE E SI VA IN CERCA DI TANTE COSE…

Premessa e 3 indicazioni:

l’articolo di oggi  è “tanto lunghissimo” (direbbe mia figlia) ed è accompagnato da un esercizio-spunto finale.

1) Leggi questo articolo immaginando che non finirà mai

2) Dunque immagina di avere tutto il tempo dell’universo a disposizione.

3) Sei pronta/o? (se non lo fossi aspetta,  leggilo tranquillamente più tardi).

SI FANNO TANTE COSE E SI VA IN CERCA DI TANTE COSE:

di tranquillità, di pace, di un lavoro decente, di ricchezza spirituale, di amicizia, di un partner, di comprensione, di denaro sufficiente per vivere, di un posto appartato, di un mentore, della scuola giusta, di scoprire che cosa desideriamo, di un viaggio, di una donna, di un uomo, si va in cerca di svago, di una pizzeria, di un lavoro qualsiasi, di una religione, di un gruppo a cui appartenere, di accontentarci, di condivisione, si va in cerca di un sacco di cose, come ad esempio di sesso, di musica, di camminate, di programmi televisivi decenti, di ricchezza materiale, di far valere la nostra parola, si va in cerca di poter far sentire la nostra voce, di lasciare un ricordo, di essere abbracciati, di gridare, di urlare la rabbia, di ammazzare qualcun altro, di perdonare, di applicarci a qualcosa di profondo, si va alla ricerca di cose strane come queste, cose che non sono cose, ma universi, piccoli giganteschi buchi favolosi in cui infilare le nostre “secrete cose”. Si va in cerca di sensazioni, si operano i gatti, i cani, si cerca di fare carte false per non aver mai detto o fatto qualcosa, si dicono e fanno cose di cui poi ci pentiamo solo perché, in caso contrario, avremmo avuto ragione-ragione e ragione, si va in cerca di dire che “se tornassi indietro non cambierei niente” sapendo o meno della stupidità racchiusa in questa proclamazione, si va in cerca di funghi, di piste da sci, di esternare la dolcezza, di picchiare qualcuno, di asili, nido, politici, d’affetto, si cercano capri espiatori, si cerca di “cambiare” ogni giorno, si cercano, insomma, tante e poi tante cose che ci gira la testa, ci girano le palle, ci rigiriamo come ossessi. Poi si cerca, dunque, vediamo un po’: gli occhiali da vista, si cercano in continuazione cose da comprare e se non le troviamo continuiamo a cercarne altre ed altre e poi altre ancora; si cercano distributori della benzina per riempire i serbatoi, fastfood da ingozzarci come piccoli maialini all’ingrasso, si cercano poesie e poeti e poetesse, si cercano persone da picchiare, accusare, malmenare, sgozzarefucilareassassinareemarginare, si cercano baci e affetti e amori teneri, si cerca di suonare in una band, di essere sempre in gamba, di ammalarci il meno possibile, si cercano giornali e piccole tazzine in cui berci il caffè, luoghi meno inquinati, piazzole di emergenza sull’autostrada, si cerca, si cerca. Poi, dunque, sono ancora all’inizio… si cercano bistecche, vini profumati ed eccellenti, commessi e commesse da infastidire, si cerca nella spazzatura, si cercano frigoriferi e altri elettrodomestici e soprammobili e quadri e infiniti oggetti che inzeppano case prima e discariche poi, si cercano acque pulite del mare, si cercano posti da devastare per costruire alberghi, si cerca in fondo al mare, nei buchi nel muro, attraverso gli spiragli tra le rocce e nello spazio fuori dalla Terra, si va in cerca di meditazione, si fa yoga e ci prenotiamo per ascoltare l’ultimo predicatore di grido, si cerca di fare un salto, si cerca la nostra canzone preferita, si cerca di essere sempre in linea, si cercano luoghi appartati e si cerca di essere originali, primi, secondi tutt’al più, si cercano animali da addomesticare, montagne da scalare, aeroplani per spostarci e si cercano superstore per passarci la domenica, indimenticabili tramonti si cercano, poi andiamo al cinema per cercare di ridere, emozionarci, piangere, stare con qualcuno; e si cerca ancora tante cose come ad esempio si prenotano tickets,  campi da tennis, tavoli al ristorante e coiffeur per colorare i capelli, si cerca di scattare fotografie, di scrivere romanzi, racconti e poesie, si cerca di aiutare chi sta male e si cerca di attraversare la strada; si cerca di non pagare le tasse, si cercano strumenti da suonare, e persone da ghettizzare, si buttano a terra cartacce e bottiglie di plastica, si fanno multe, si mettono persone al muro, si va in Giappone e in Islanda e in Brasile e in Giamaica, in Angola, nella Costa d’Avorio, in India e nelle isole Fiji… Dopodiché il nostro cercare non si ferma e si sposta a cercare microbi, virus, si cercano racchette da ping pong, piatti e bicchieri sulla mensola, si cerca e si trova qualcuno su cui accanirsi o da accoltellare, si cercano scuse e si cerca di essere sempre dalla parte della ragione, si cerca di andare in bicicletta, di fare discorsi importanti, di stare in piedi con le nostre gambe, di fare analisi preventive, di scrivere canzoni, di sentirci unici, di acquistare auto e motorini  e scooter nuovi, di controllare, di creare slogan, di metterci in punta di piedi, di fare psicanalisi, di vendere divani o roba usata o mangime per i polli o per pesci nell’acquario, e si cercano scarpe da montagna ecologiche, libretti degli assegni e compagnie assicuratrici e anche quando sembra che non cerchiamo niente siamo sempre in cerca. Non ci stufiamo mai di cercare ed anche le persone che sembrano non cercare un bel niente cercano eccome se cercano. Si cerca ad esempio, vediamo un po’, di prendere una laurea, di vincere il concorso di bellezza, di andare a votare alle elezioni, di fottercene dell’educazione, si cerca di nasconderci o di metterci in mostra o di infilarci di nascosto, di andare al mare la domenica oppure per le ferie, si cerca su internet video porno, si cerca di curare malattie incurabili, di pregare tutti i giorni, di andare a lavorare con diligenza e passione, di sporcare e ripulire il pianeta senza rimedio, di intraprendere percorsi interiori, di trovare la pace, di costruire case, palazzine, parcheggi, rotonde-muri-divisori-reti elettriche ed idriche, di fare figli, di predicare, di riprendere gli altri,  di creare la pace, di vincere il premio Nobel, di collezionare dischi e monetine, di scrivere poesie di un solo verso, di nascondere i rifiuti urbani ed extraurbani, di tagliare piante, si cerca disperatamente di scrivere articoli, di essere estroversi, di salvare l’umanità, di difendere gli animali, di fare campagne pubblicitarie altamente inquinanti, di mettere tori nell’arena e di pensare al di fuori del comune, di pubblicare video originali su facebook, di non fare figli, di avere sempre una scusa, di sorridere e di essere amici o nemici di tutti, di trattenere la rabbia, si cerca di essere i più bravi medici, insegnanti, inventori, professori, direttori d’orchestra, di cantare bene al karaoke, di non dire parolacce, di aggiustare macchine complesse, di essere educati,  di aprire centri di benessere,  di riempire la casa di televisori si cerca, si cerca di raddrizzare una lampadina, di leggere in pace un libro, di cucinare per i nostri bambini, di sgattaiolare, di migliorare la costruzione di armi chimiche e/o simili, di vendere e comprare azioni, di accarezzare un elefantino, di togliere di mezzo il tale o la tal’altra, di fare jogging, di fare delle traversate in barca a vela, cerchiamo di scalare pareti, di trovare il punto esatto per posizionare la virgola, di collezionare monete, di diventare vegani, di sezionare ogni cosa che viene detta, di specializzarci in qualcosa, di emergere, di aprire un conto corrente, di calarsi nei panni di altrui, di rubare le idee agli altri e di studiare la matematica, di essere i più puliti, cerchiamo di andare in giro con mezzi meno inquinanti, di fare un bellissimo quadro, di opporci alle angherie, di spuntarla sempre, di aprire una scatoletta, di cercare l’equilibrio interiore, di prendere il posto migliore, di restare indietro, di guadagnarsi una carezza, di leccare un gelato, di diventare assessori a qualcosa, di scavare una buca, di guardare il cielo, di creare dittature, di accendere un fuoco, di sentenziare, di guadagnarsi il cielo, di  tingere una stanza, di arraffare a più non posso, di fare i filosofi, di amare la nostra nonna, di bussare ad una porta, si cerca di farci crescere la barba, di laurearsi in medicina, di organizzare una cena, di proclamarsi maestri, di passeggiare sulla Sunset Boulevard, si cerca, di avere abbastanza, di dimagrire,  di creare democrazie, di non stancarsi mai, di stappare una buona bottiglia, di imparare a memoria, di iscriversi ad un corso di autostima, si cerca di aprire un ristorante a Berlino o a Bogotà, di spargere le ceneri, di avere compassione, di parcheggiare l’auto, di sparlare di altri, di guardare negli occhi, di partecipare ad un raduno gay, di scrutare un’aquila, di mettersi in situazioni pericolose, di ridere e di fregarsene si cerca, di abbronzarci cerchiamo, di mangiarsi un panino in santa pace, di pulire le scale, rasare il giardino e andare in chiesa, di sparlare dei preti e delle suore, di premere i tasti per far saltare in aria qualcuno e di fare i flashmob, di salire su un palcoscenico, di lavorare con umiltà, di mangiare del piatto altrui, di creare bellezza cerchiamo, amore, gioia, di rubare, di costruire un muro di cartongesso, di masturbarsi, di sorvolare la Nuova Zelanda, e si cerca di nascondere la propria natura, di degustarsi un tè, di entrare in un vicolo, si cerca tutti di fare delle cose, non importa che cosa purché sia qualcosa. Ho conosciuto persone che fanno cose senza sapere che cosa stiano facendo. Ed anche io ne ho fatte un’infinità senza sapere cosa stessi facendo. Ci sono poi cose che non si possono raccontare, io stesso ho fatto cose che sono proprio imbarazzanti a raccontarsi e che non racconterò mai e poi mai su di un articolo e tantomeno a certe persone, ma che ho raccontato ad un’amica o ad un amico o ad un mentore. Io sono una parte di questa pelle di umanità e ciò che accade ai piedi dell’umanità accade anche alla testa, alle spalle, alla pancia, alle ginocchia, agli occhi , alle dita dell’umanità. Un corpo unico, intero in costante movimento: muoiono cellule e si generano altre cellule, tutto di continuo, senza sosta, fino alla fine, perché una fine c’è, ci sarà. E così, questo corpo di umanità va in giro e cerca e ricerca e si elegge e si condanna e si impegna e si concentra, si ossida, si apre e si allarga, si preannuncia e si gode e si illumina e prefigge e promette, condanna, si distrugge, si illude, si mangia e si deteriora, si illumina, gioisce, ride…

ESERCIZIO-SPUNTO:

  • Non cercare! Prova, se ci riesci, a stare un’ora senza fare niente. Per “niente”, qui, intendo semplicemente trovare un luogo in cui sederti e restare in ascolto: programma una sveglia e sperimenta l’intera ora. Non si tratta di “meditazione” così come la si intende generalmente. Se qualcuno ti chiamasse o ti disturbasse tu rispondi, fai quello che c’è da fare e poi ritorna nel luogo (senza rimettere la sveglia di nuovo!). Se ci riesci, ripeti l’operazione il giorno dopo. Quando hai fatto questo, dirai semplicemente: “Ho creato lo spazio della pazienza”.
  • Se, invece, sei una persona che pratica da tempo e quotidianamente “meditazione sul posto”, lascia stare per due interi giorni (48 ore + 6/8 ore) e scrivi una lettera a tua madre. Poi prendi la lettera e portala con te per alcuni giorni (minimo tre), dopodiché regalala a qualcuno che non conosci.

Se vuoi puoi commentare gli articoli, sono felice di ricevere i tuoi feedback!

La gioia è il patrimonio dell’umanità.; sii gentile ed impara ad usare il tuo coraggio, un abbraccio, Federico

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Ribalta ed accetta: sarai fortunato.

L’articolo di oggi è una big hits di 30 frasi create per te + un esercizio.

Leggile a due velocità: dapprima ad “alta” velocità; la seconda volta leggi molto lentamente.

P.S. Ho scritto usando il maschile, soltanto per esigenza-limite della lingua.

 

Smetti di correre: nessuno ti insegue.

Non c’è giorno che non veda la notte.

Entra nel bosco per incontrare il lupo.

Meglio una gallina domani.

Il denaro è pulito (anche).

 

Lo incontrerai di giorno e ti offrirà un pranzo (il lupo).

La coscienza prima era incosciente.

ll male arriva per farti guarire.

Fidati che a non fidarsi son esperti tutti.

Bau bau bau: can che abbaia alle volte morde.

 

La gioia è il patrimonio dell’umanità.

Se procuri del male a qualcuno puoi sempre chiedergli scusa.

Il denaro è sporco (anche).

La vita non è questione di essere o non essere d’accordo.

Affidarsi è meglio. Non affidarsi è peggio.

 

Se procuri del bene a qualcuno puoi sempre star felice.

I traguardi: trova il tuo passo e fregatene degli altri.

La morte non conosce prigionia.

Tanto va la gatta al lardo che se lo mangia. E basta.

I soldi danno la felicità… Se proprio non sei scemo fino in fondo!

 

Perché devi andare in ferie?

Sei un profugo. In caso contrario sei un illuso.

Non affannarti: tutto viene a te.

Se procuri del male a qualcuno preparati.

Gli anni passano: e chissenefrega!

 

Guarda il cielo.

Sorridere non fa male.

L’agenzia delle entrate si fa chiamare ADE: il figlio di Zeus, colui che raccoglie le anime di tutti i defunti.

Il Tempo non è denaro.

Il coraggio lo hai in dotazione.

 

Esercizio: prendi una frase, trascrivila e mettila in tasca; portala con te. Di tanto in tanto leggila e, ogni volta, dopo averla letta fai uno starnuto, non importa se finto. Puoi ripetere l’esercizio con le frasi che vorrai, ogni volta che vorrai.

Ricorda o leggi anche le pratiche della “caraffa” negli articoli “Passo dopo passo” e “Pazienza, Denaro, Tempo”.

 

Special Track: “che ore sono?” L’ora giusta.

Sii gentile ed impara ad usare il tuo coraggio, un abbraccio, Federico!

Pazienza, Denaro, Tempo.

Se vuoi gestire il tuo denaro comincia da questo preciso momento; se vuoi acquisire e gestire il Tempo parti dallo Spazio della Pazienza. Costruire Pazienza per cominciare a gestire denaro e tempo.

E’ consuetudine lamentarsi per la mancanza di pazienza o di denaro o di tempo o… di tutte e tre insieme! Ancora peggio se il lamentarsi si trasforma o si è trasformato in ansia, paura. Ci sono sempre delle possibilità, anche se la situazione appare disperata: in fondo le possibilità si rendono visibili nel momento in cui decidiamo di optare per un cambiamento. A me piace chiamare questo cambiamento “Costruire”. Ti propongo un’estensione della pratica della caraffa d’acqua (dall’articolo “Passo dopo passo”) per attivare un altro movimento in te.

Pratica per cominciare a Costruire: ripeti il gioco della caraffa d’acqua, ma stavolta prima di svuotarla, mentre inspiri ed espiri due-tre volte dopo aver chiuso il rubinetto, guarda intorno. Ripeto: tieni la caraffa in mano e, mentre inspiri ed espiri due-tre volte guarda intorno. Poi svuota la caraffa in 10 inspirazioni ed espirazioni come descritto. ATTENZIONE: al termine di tutto, dopo aver svuotato la caraffa scrivi su di un foglietto: “Sono nello spazio della Pazienza: costruisco”, leggilo sottovoce una volta e mentre lo fai stringi dolcemente un polso con una mano (non importa se il dx o il sx). Metti il biglietto in tasca o nella borsa e portalo con te. Durante il giorno, se il biglietto ti capita in mano ripeti la frase sottovoce facendo contatto con il polso, ovunque tu ti trovi. E’ importante che tu lo faccia, comunque e ovunque ti trovi. Questa pratica ripetila per tre giorni. Al termine di ogni giorno metti il foglietto in una busta e il giorno dopo, dovrai riscriverlo come sopra. Al termine dei tre giorni avrai tre foglietti dentro un’unica busta. Sarà già impegnativo ricordarti di farlo ogni giorno per tre giorni, vedrai!

ATTENZIONE: fintanto che non riesci a farlo per tre giorni consecutivi non andrà bene.

INFINE, al termine dei tre giorni aggiungi nella busta un biglietto sul quale avrai scritto: “Sto costruendo lo spazio della pazienza, del denaro e del tempo”. Chiudila. Mettila in tasca.

Entro due giorni potrai liberarti della busta nel modo che vorrai (fai una cosa poetica, divertente, nuova…).

Osserva che cosa accade nei tre giorni seguenti.

Questa pratica puoi ripeterla nuovamente a distanza di tempo.

La gioia è il patrimonio dell’umanità.; sii gentile ed impara ad usare il tuo coraggio, un abbraccio, Federico

 

Passo dopo passo

Quando vai nell’ansia è perché la tua mente sta andando in saturazione a causa della paura di non sapere Come fare, Come agire o Come non agire.  L’ansia si genera da una sensazione più o meno reale di perdita, di lutto, di mancanza. Allenarsi al “passo dopo passo” è una delle cose più impegnative e meno scontate, ma può fare indubbiamente la differenza. Tutti noi ci ritroviamo ogni giorno in situazioni  piccole o grandi di ansia. Questo vale per chiunque, anche per le star, anche le persone che ti sembrano più “sicure ed arrivate”. Allenarsi al passo dopo passo può condurti  ad uscire da pericolose dispersioni di energie, a trasformare l’ansia in qualcosa di veramente potente. Come fare? In primis si deve provare a creare lo spazio della pazienza.                                                               Di che si tratta?                                                                                                                                                 Compi tu stesso il seguente esperimento per farti un’idea, seppur lontana: prendi una caraffa e mentre inspiri ed espiri per un totale di 10 volte circa (no 20!!), riempila: se l’acqua fuoriesce non importa, guardala traboccare. Al termine chiudi il rubinetto espirando.  Dopo, compiendo di nuovo 10 inspirazioni ed espirazioni, svuota la caraffa.         Dunque: durante questa breve pratica hai aperto un varco.                                                           Che significa? Ecco, hai generato, seppur per un breve  momento, quell’importante segmento temporale che a me piace chiamare Lo spazio della Pazienza. Non si tratta di uno spazio di relax, di riposo, di ricreazione o simili. Affatto! Hai aperto un varco. E’ entrare in contatto con questo varco che genera, passo dopo passo,  quella cosa fenomenale che   si chiama La Pazienza. La pazienza non si ha e non si potrà mai avere. La pazienza si può però generare e per farlo bisogna entrare nello spazio dell’umiltà, ovvero della semplicità.           Prendere la caraffa e fare tutta quella roba ti mette nella condizione di varcare lo spazio dell’umiltà e cominciare a generare lo spazio della  pazienza che ti condurrà, passo dopo passo, a destabilizzare la tua impazienza e a originare immagin-azione. Come primo passo non è male. Non costa niente, ma soprattutto è l’inizio per seguire alcuni altri spunti che ti darò nei prossimi articoli.

Sii gentile e usa il tuo coraggio, un caro abbraccio, Federico