SUL CORRERE

 

Non ci sono altre epoche che potremmo vivere in questa epoca!

Ci fa ridere o pena o rabbia o, addirittura, qualcuno si trova d’accordo con chi si ostina all’overture della crepa più enorme dell’esistenza umana che potrebbe inghiottirsi un’altra bella fetta di esseri umani e non solo (tutt’insieme o un po’ alla volta…), chi si ostina, dicevo, ancora oggi a rin-correre (dietro a) falsi ideali. Già, ma gli ideali sono tutti FALSI! Alla fine “falsano” tutti! O, se lo preferite, falsano tutto.

Ebbene, leggendo e guardando e ascoltando/sentendo qua e in là, si notano tante e tante persone (migliaia, milioni), che si contagiano a vicenda (e fin qui niente di nuovo!): ma la malattia da contagio cui mi riferisco  è “deficit da liquidità di emozioni costruttive“.

Oggi pare esserci scarsità di liquidità, intesa come disponibilità interiore a concedere(rsi), quindi a creare-generare emozione costruttiva. (Potrebbe interessarti anche, per altri aspetti, La Società Liquida ). Ma se le persone corrono da mattina a sera, come possono generare liquidità? Lo sento dire da chi ascolto parlare: corsa! Di corsa! Per corsa! Tutti impegnati in dieci, venti, trenta, cento micro e macro attività. Tutti incanalati in una interminabile coda senza fine. Nessuno sembra capace di intravedere la fine della coda e, soprattutto, sembra che a nessuno baleni il pensiero di interessarsi a: che cosa c’è in fondo a questa coda?? Che cosa ci aspetta dopo questa coda?

ATTENZIONE: intermezzo deprimente e zeppo di riferimenti desolanti (puoi anche saltarlo a piè pari, se preferisci):

Si sente parlare/rimbombare sempre più di mancanza di denaro, di crisi economiche, di banche che derubano, di governi pasciuti, di ignobili guerre sparse a getto per il pianeta, di massacri ed omicidi, di slogan privi di un barlume di consapevolezza e si rimpinza i contribuenti di tasse e di notizie tremende di cronaca con sciamannate trasmissioni superseguite da questi poveri coglioni contribuenti presi per il collo (anche io contribuente coglione, ma senza televisione); si sente e si vedono persone pronte a massacrarsi a suon di risposte piene di odio sui social network; imperversare e inzeppare in modi imbarazzanti e volgari gli spazi delle strade, delle radio, delle televisioni, del web di pubblicità infima, acquistare auto nuove di zecca, accendere mutui per comprare una casa (sì, la Casa!), oppure per un’auto, una moto, un elettrodomestico all’ultimo grido o per una televisione gigante al plasmone, per un matrimonio, per lo smartphone o l’IPhone…

Insomma, dopo questo piccolissimo scketch orripilante sulla nostra società incredibile ma reale , vado alla conclusione: serve liquidità! Serve disponibilità, quindi.

La disponibilità ad imparare, con coraggio, pazienza e consapevolezza, a rallentare.

Liquidità di disponibilità.

Se non ci disponiamo ci rin-correremo fino alla fine dei nostri giorni.

Non ci sono altre epoche che potremmo vivere in questa epoca! Questa è l’epoca in cui siamo.

Drink your summer, gather your corn! (riv. da Jagger/Richards)

Potresti ascoltare questa Run, run, run

SUL SUCCESSO.

 

Siamo tutte persone con una lista infinita di successi alle nostre spalle: proviamo a fare una lista e vedremo che risulterà pressoché infinita…!

Il “successo”, che si tratti di aggettivo o di participio passato, è successo, nessuno ce lo toglierà o ce lo aggiungerà.

Il successo arriva, passa ed arriva di nuovo…

Non è così importante come lo pensiamo o come crediamo di sentirlo: vorremmo “successo” in tutti i campi, se possibile! Perfino là dove tutto ancora deve succedere! Finanche durante una cena tra amici o conoscenti vorremmo successo, perfino in una discussione sui social network e così nel raccontare i nostri “successi”…

Molti di noi vivono impastati nell’insicurezza di non avere successo, di non averne avuto, di aspettarselo da un momento all’altro… Anch’io vivo e ho vissuto innumerevoli volte nel timore di non avere successo, di non riuscire in questo o in quest’altro e via dicendo. Quando la paura e l’insicurezza mi assalgono, provo sentimenti e sensazioni di malessere: allora mi ricordo che morirò. Ma questo pensiero, chiedo scusa agli illuminati, non mi aiuta un bel niente! L’insicurezza, l’insoddisfazione, insomma la paura di non avere “successo” è così forte da far deragliare qualsiasi convoglio!

Il successo è in stretto collegamento con l’insuccesso, ovvero con quella resistenza che poniamo di fronte a qualsiasi evento della vita, bello o brutto che sia. E questa resistenza genera, appunto, l’In-successo. Se resisti insuccessi! (Sì, sono due verbi!).

Ma che cosa è l’Insuccesso? E’ una paura materializzata ancora prima che si manifesti.

Il successo è successo! Si succede, accumulando, appunto, successi.

E’ un accadimento, come tanti altri… Dopodiché passa! E poi ritorna… e…

Enjoy and drink a good day in satifaction!

COME REALIZZARE IL TUO SUCCESSO ORA:

  1. Prendi 30 minuti.
  2. Ecco, adesso impiegali in ciò che volevi  fare da tempo.

Posologia: 30 volte alla settimana, per le prime tre settimane. In seguito passare gradualmente ad un’ora, poi a due ore e via dicendo.

Controindicazioni: nessuna.

21 MAGGIO 2017

Federico Barsanti terrà uno stage al Terra Nuova Festival, Domenica 21 maggio dalle 10,30 alle 13.

Sarà una bellissima opportunità per entrare in contatto o per approfondire con La Strategia Poetica.

Presto i dettagli per prenotarsi.

Intanto, guarda tutto il programma del Festival http://www.terranuovafestival.it/#scaricaprog

SOPRA LA PANCA LA…

 

Quello che l’essere umano ha “capito” finora è smilzo, soprattutto perché l’intuizione fa parte di un processo universale che non gli appartiene (ancora?!).

Ma esso (l’essere umano) crede di aver già capito e di dover “solamente” mettere a punto alcune cose…

Ah ah ah!!

Sopra la panca la…

P.S. Gioco del giorno: prendi un biglietto e scrivici sopra “Siamo cretini! E così pure io! Chettecredevi?”. Mettilo in tasca e leggilo quando ti capita tra le mani.

TRANTATRE’

Trentatré è il numero delle vertebre che formano una colonna vertebrale umana normale.

“Dica Trentatré”, il medico al paziente.

Trentatré è l’età che aveva Giuseppe quando sposò Maria.

Trentatré è un numero dispari.

Per il resto possiamo attrezzarci…

Questa sera, prima di andare a dormire, riempi un bicchiere di acqua fresca: osservalo per un minuto, in silenzio.

Poi dì: “Trantatré”. Attendi un altro minuto, in silenzio.

A quel punto te ne vai a letto.

Buonanotte.