Aiutati che dio ti aiuta!

Infatti!

Se non inizi come puoi pensare di aiutarti?

Chi si è convinto di essere al di sopra di qualcuno o di qualcosa non sta qui a leggere le mie cose! Tutt’al più le legge per sfottermi. E va bene, io me ne infischio.

Stamani, mentre ascolto Little by little, scrivo sul mio blog. Aiutati che dio ti aiuta!

E se lo dicessi riferendomi a quella parte di me che è con il serbatoio in riserva? “Hey, ti prego, aiutami che dio, così, mi aiuterà!”. Così succede: ci rivolgiamo alla parte di noi che in effetti è sempre in riserva. Operiamo con il serbatoio a secco: per questo abbiamo spesso la sensazione di ritrovarci immobili sul nostro cammino. E vogliamo ottenere risultati promulgati (sì!) dalla più moderna new age, fisiche quantistiche odiernizzate e leggi d’attrazioni pubblicate in libri atti a prosciugare tutti i serbatoi in cui è rimasta solo qualche goccia di carburante. Attenzione: ci sono anche serbatoi in riserva che “snobbano” direttamente tutto questo: lo snobbano perché sono convinti a priori di sapere che si tratti di bufale, fregature e/o cose da “abboccano i pesci. C’è del vero in queste considerazioni, ma possiamo anche essere un po’ più cauti, no?

Che cosa vuoi, Federico?

“Voglio dire che bisognerebbe punire senza pietà questo vergognoso commercio di amicizie apparenti. Io pretendo di avere a che fare con uomini, voglio che in ogni rapporto la realtà del cuore appaia nel suono delle parole: è il cuore che deve parlare, e i nostri sentimenti non devono mascherarsi sotto la vanità delle cerimonie.” dice Alceste, nell’opera di J. B. Molière “Il misantropo”.

Alceste dice il vero, ma rivela anche tutta un’altra parte che gli manca, a questo “vero”. “Aiutati che dio ti aiuta!”

La sua azione muove senza sosta verso la “ripulitura” dell’ipocrisia generale che circonda, anzi, impregna questo mondo. La sua azione si trasforma però, pericolosamente e inesorabilmente in inazione. Quando c’è intransigenza tutto si blocca. E sinonimo di intransigenza è immobilismo. Aiutati che dio ti aiuta.

Io non ho altro da aggiungere se non, appunto, Little by little! Passo dopo passo. Con cautela, sganciandoci dall’arroganza “poco a poco”, con tutta la nostra credulona convinzione di essere ciò che crediamo di essere.

Pratica: prendi un aglio, struscialo per metà su di una fetta di pane; aggiungi olio e sale. Mangialo in silenzio. Poi recati in diversi negozi e chiedi informazioni di qualsiasi genere. Fallo in almeno quattro negozi diversi. (Chiedi che ore sono, dove si trova la stazione dei treni, dov’è l’ospedale più vicino, il museo tal dei tali, inventati quattro domande diverse). Alla fine torna a casa e scrivi “Aiutati che dio ti aiuta… aggiungendo il tuo nome. Es. “Aiutati che dio ti aiuta, Federico”. Con il biglietto fai un aeroplanino e lancialo da qualche parte.

Se non sopporti o non digerisci l’aglio, fai la stessa cosa con la cipolla.

Se non sopporti o non digerisci neppure la cipolla, fai la stessa cosa senza aglio e cipolla, ma devi indossare l’abito più elegante che hai.

Aiutati che dio ti aiuta!

Un abbraccio, Federico

 

 

 

 

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